Nel 2026 la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo celebra la creatività
Dal 19 al 25 ottobre 2026, la lingua più melodiosa del mondo torna ad essere protagonista internazionale. La XXVI edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo quest’anno ha come tema la “Lingua geniale: ideare, progettare e creare in italiano”. Al di là della sua indubbia bellezza naturale, la Penisola Italiana è sempre stata anche una fonte inesauribile di bellezza culturale, espressa attraverso la lingua italiana, la lingua del Rinascimento, dell’opera e di una letteratura che continua ad essere attuale dopo secoli. Il tema proposto quest’anno però intende valorizzare il ruolo della lingua italiana non solo nel passato, ma anche nel futuro, nel design d’avanguardia, nell’architettura, nella moda, nella tecnologia e nelle arti dello spettacolo, come un vero e proprio motore della creatività contemporanea, esplorando il modo in cui la lingua dà forma alle idee e le trasforma in realtà.
L’Associazione degli Italiani di Romania – RO.AS.IT. ogni anno partecipa con gioia alla celebrazione della lingua italiana, poiché il recupero e la promozione della lingua all’interno della storica comunità italiana rappresentano uno degli obiettivi fondamentali dell’associazione. In questo senso, la RO.AS.IT. pubblica da decenni la rivista bilingue “Siamo di Nuovo Insieme”, numerosi libri bilingui dedicati alla cultura, alla lingua e alla letteratura italiana, insieme anche a narrativa e memorialistica. Inoltre, sostiene l’insegnamento in lingua madre italiana presso il Liceo Teorico “Dante Alighieri” di Bucarest ed è sempre presente agli eventi organizzati dalla Società “Dante Alighieri” di Bucarest in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.
Un’altra iniziativa dedicata alla promozione di questa lingua è il concorso di saggi in lingua italiana “IO parlo italiano”, rivolto agli alunni liceali di tutto il paese. Quest’anno, abbiamo deciso che la seconda fase del concorso, la prova orale con degli esaminatori, si svolga giusto nel corso di questa settimana, il 24 ottobre 2026, proprio per rendere ancora una volta omaggio alla lingua a noi così cara.
Ma, perché esista un futuro, non dobbiamo mai dimenticare il passato su cui esso si fonda. Desideriamo quindi richiamare l’attenzione dei nostri lettori sulla figura di Alessandro Manzoni, considerato il padre della lingua italiana moderna. Nel XIX secolo, quando l’Italia era unita politicamente ma frammentata in centinaia di dialetti locali, Manzoni ha capito come una vera nazione abbia bisogno di una lingua unica, viva e accessibile a tutti, non solo alle élite. La sua missione ha preso vita attraverso il capolavoro de “I Promessi Sposi”, in cui ha adottato il dialetto toscano, una lingua fluida, naturale, capace di esprimere sia idee filosofiche che semplici dialoghi. Il suo modello linguistico è stato ufficialmente adottato nelle scuole e nei libri di testo, e così Manzoni è diventato l’architetto dell’identità culturale dell’Italia di oggi.
Nel 2019, l’Associazione degli Italiani di Romania – RO.AS.IT. ha pubblicato il volume “Vi racconto il romanzo degli italiani, «I Promessi Sposi» di Alessandro Manzoni”, scritto da Antonio Rizzo nella collana “Mi ricordo di un giorno di scuola”. Il volume fa proprio questo: racconta il romanzo di Manzoni a un pubblico contemporaneo, collocandolo nel contesto storico, di Manzoni come anche del periodo in cui si svolge l’azione del romanzo, in quello geografico e culturale, spiegando al pubblico la straordinaria importanza di questo romanzo.
Vi invitiamo a leggere alcuni passaggi tratti dall’introduzione di questo volume, intitolata in modo suggestivo «“I Promessi Sposi”, cioè l’Italia»:
| “I Promessi Sposi” è un capolavoro della letteratura italiana che conserva, intatte, la sua vitalità e la forza della sua attualità: ancora oggi è il ritratto del nostro Paese. Si avvia gloriosamente ai 180 anni d’età e ha accompagnato circa dodici generazioni di studenti, impartendo insegnamenti letterari, suggerimenti storici, avvertimenti morali, moniti religiosi, stimoli critici, consigli linguistici. Ma anche tanta, secondo alcuni, tanta noia. Purtroppo questo si deve in parte alla stessa scuola italiana, che poco ha fatto per riuscire a trasmettere l’attualità di questa grande opera, cominciando già con l’offrire allo studente l’immagine di un Manzoni “pretesco” e moralista. È un peccato, perché il romanzo è perfino piacevole e stimolante, laddove si sappiano cogliere tutti i segni di una storia narrata, piuttosto che descritta librescamente: una narrazione completamente immersa nella “Storia” di un secolo, il XVII, travagliatissimo per l’Italia. Infatti – e già questo è dirompente – l’attualità del romanzo, e quindi di Alessandro Manzoni, viene esaltata dall’inattualità dell’Italia, dall’essere, nel suo secolo XVII, “controtempo” in confronto con l’Europa, persistendo in Italia un’ideologia feudale e “controriformista”. Invece è stato proprio Manzoni a rovesciare il tradizionale concetto di Storia, scegliendo i suoi protagonisti fra i subalterni, i poveracci. E si è occupato dei fatti eterni del mondo: il conflitto fra umili e potenti, la fame, la guerra, l’epidemia che tutto distrugge e livella fra le classi sociali. Ha condannato – sia pure con raffinata ironia – la politica peggiore e tutto ciò che essa contiene: astuzia, ipocrisia, raggiro, giochi oscuri, mafia corporativa.
Non da ultimo, nel suo romanzo l’autore mette a fuoco una quantità sorprendente di tipi e modi sociali mai tramontati. Per citarne alcuni: il prepotente, il vigliacco, la violenza fisica e psicologica sulle donne, l’ipocrisia nella famiglia, il criminale seriale e professionale, la psicologia della folla con le sue dinamiche di isteria collettiva che la spinge fino alla menzogna, e al vedere quello che non c’è, o capire quello che altri vogliono farci credere (oggi le chiamiamo fake news): una casistica che sfida il tempo, e pertanto attualissima.
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“I Promessi Sposi” è pertanto una straordinaria dimostrazione di come la Letteratura – quella con la “L” maiuscola – attraversi sempre la Storia, prima di essere Storia della letteratura. La quale storia della letteratura, infine, è prima di tutto uno strumento di conoscenza e di giudizio rispetto al “Vero della Storia”. Poche opere, come “I Promessi Sposi”, sono chiara dimostrazione di questo principio. Narrazione di una discesa progressiva nella catastrofe, fino a quando una catastrofe più grave delle altre non provvede a pareggiare tutti i conti, e a mettere tutti i personaggi sullo stesso piano. |
Romanul “Logodnicii” este o capodoperă a literaturii italiene care conservă, intacte, vitalitatea și forța caracterului său actual: și în prezent este portretul Italiei. A început glorios în urmă cu 180 de ani și a însoțit aproximativ douăsprezece generații de elevi, oferind învățături literare, sugestii istorice, observații morale, observații religioase, stimulente critice, sfaturi lingvistice. Dar, după părerea unora, și multă, multă plictiseală. Din păcate, acest lucru este cauzat, în parte, de aceeași școală italiană, care nu a făcut prea multe pentru a reuși să transmită caracterul actual al acestei importante opere, prezentând studenților imaginea unui Manzoni „preoțesc” și moralist. Este un mare păcat, pentru că romanul este chiar plăcut și stimulator și putem recunoaște în el toate semnele unei istorii povestite, mai degrabă, decât pe cele ale uneia descrise livresc: o povestire complet cufundată în „Istoria” unui secol, al XVII-lea, foarte tulbure pentru Italia. De fapt – și acest lucru este deja deranjant – caracterul actual al romanului și prin urmare al lui Alessandro Manzoni însuși este sporit de menținerea caracterului învechit al Italiei, care, în secolul al XVII-lea, se afla „în contratimp” față de Europa, în Italia persistând o ideologie feudală și „contra-reformistă”. În schimb, Manzoni ost cel care a răsturnat conceptul tradițional de Istorie, alegând drept protagoniști oameni simpli, săraci. S-a ocupat de problemele eterne ale lumii: de conflictul dintre cei slabi și cei puternici, de foamete, de război, de epidemia care distruge totul și pune semnul egal între clasele sociale. El a condamnat – cu o ironie rafinată – cea mai rea politică și tot ce ține de ea: viclenia, ipocrizia, înșelăciunea, jocurile obscure, mafia corporatistă.
Nu în ultimul rând, în romanul său, autorul se concentrează asupra unui număr surprinzător de tipologii și cutume sociale care nu au dispărut niciodată. Să numim doar câteva: tipul nemilos, laș, violența fizică și psihologică asupra femeilor, ipocrizia în familie, criminalitatea în serie și profesionistă, psihologia mulțimii, cu dinamica sa de isterie colectivă care o împinge până la minciună și până la a vedea ceea ce nu există sau până la a înțelege ceea ce alții vor să ne facă să credem (astăzi le numim fake news): o serie de situații care sfidează timpul și, prin urmare, sunt foarte actuale.
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Romanul „Logodnicii” este, așadar, o demonstrație extraordinară a modului în care Literatura – aceea cu „L” mare – traversează întotdeauna Istoria, înainte de a fi Istoria literaturii. Până la urmă, istoria literaturii este în primul rând un instrument de cunoaștere și de judecare cu privire la „Adevărul Istoriei”. Puține opere, precum „Logodnicii”, reprezintă demonstrația clară a acestui principiu. Povestea unei coborâri progresive în catastrofă, până atunci când o catastrofă mai gravă decât toate celelalte nu ia măsuri să echilibreze toate evenimentele și să așeze toate personajele pe același plan. |
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E ovviamente, vi invitiamo a (ri)leggere l’incipit del romanzo, riconosciuto all’istante da qualsiasi lettore di lingua italiana:
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„Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte…“ |
„Acel braț al lacului Como care se îndreaptă spre miazăzi, între două lanțuri neîntrerupte de munți, plin de golfuri și de golfulețe, după cum înaintează sau se retrag aceștia, vine, aproape deodată, să se îngusteze și să ia cursul și forma unui râu, între un promontoriu la dreapta și o coastă largă de cealaltă parte…“ | ||







